Di ritorno in porto

Le nozioni fin qui acquisite sono tante; serviranno molte uscite di esercitazione per acquisire la necessaria confidenza con le manovre, la terminologia e le procedure di sicurezza fin qui studiate. Rientrando in porto si piegano le vele (dalla base si fanno delle pieghe mantenendo l’inferitura alla stessa altezza e lasciando bene in vita l’angolo di mura e l’angolo di penna) e ci si prepara all’ormeggio:

Quando si deve ormeggiare in un porto, marina o darsena mai visti prima o in posto che non è quello abituale bisogna attrezzarci per ogni evenienza. Ecco in dettaglio come ci si dovrebbe preparare:

marePARABORDI

Disporre 3 parabordi per lato, quello centrale più in alto (anche un po’ sopra la falchetta, (può sempre capitare che la barca del vicino sia tanto grande) e al baglio massimo, gli altri due a circa 2 metri a prua e a poppa di quello centrale, più bassi, quasi a toccare l’acqua (ci sono pontili molto molto bassi). E’ buona norma tenerne uno volante pronto all’uso. Se si ha un parco parabordi notevole (sferici e cilindrici) si utilizzano così: cilindrico al centro, sferici a poppa di quello centrale ad una distanza che permetta di farli lavorare contemporaneamente. Ricordarsi di fissarli con un nodo parlato ganciato, in modo da essere rapidi a cambiarne posizione e sulla draglia, così che possa scorrere senza doverlo sciogliere. Finito l’ormeggio si riposizionano come conviene. Quello di poppa lo si mette dopo, se serve durante l’ormeggio è meglio utilizzare quello volante.

CIME D'ORMEGGIO

cimeL’ideale è poter disporre e preparare 4 cime a trefoli galleggianti. Galleggianti perché così non rischiano di incastrarsi sul timone o peggio sull’elica, a trefoli perché hanno una elasticità maggiore delle vecchie scotte o drizze riciclate per scopi diversi. Il grosso dilemma di ogni velista è: meglio avere la cima d’ormeggio già con l’occhiello terminale intestato? Fa molto bello e da l’impressione di barca in ordine e super attrezzata, ma a veder bene a copiare dalle grandi navi da crociera, nel nostro piccolo diporto, ci si perde. L’occhiello è una possibile fonte di aggrovigliamenti e incastri in ogni dove; se non dimensionato bene per le bitte di bordo può essere inutilizzabile (bocca troppo stretta che non entra nei corni) o con facile tendenza a scapolare dalla bitta (bocca troppo larga). Pensando che l’anello è facilmente e rapidamente sostituibile con una gassa su misura...meglio avere cime lisce e ben intestate. La lunghezza delle cime d'ormeggio, ed il loro diametro, è in base alla lunghezza ed al dislocamento (peso) della barca. Un trucchetto semplice per dimensionare le cime d’ormeggio è questo:

LUNGHEZZA: 2 di ugual lunghezza della barca, 2 del doppio della lunghezza della barca.
DIAMETRO: Lunghezza della barca più 4 (in millimetri, vale soprattutto per barche medie 8-14 mt..


Per preparare le cime è bene seguire questi consigli. Addugliare la cima in coperta vicina al posto presunto di lancio; prendere un capo libero e, facendolo passare sopra la battagliola, riprenderlo dal passacavi e poi agganciarlo alla bitta con un nodo di bitta (così è già passato "sotto" le draglie).

L’entrata del nodo , se non c’è un passacavi, è meglio se corrisponde alla direzione che si vuole ottenere rispetto alla bitta a terra. Assicurarsi, prima del lancio della cima, che questa sia addugliata in maniera corretta (se è troppo lunga dividerla in due) e di avere SUFFICIENTE SPAZIO per poter ruotare il braccio nel momento del lancio. Spesso si delega il compito di lanciare la cima ai meno esperti...ERRORE GRAVISSIMO!! È più importante fare un lancio corretto che stare al timone (che poi la barca è già ferma, o quasi, e quindi il timone serve a ben poco).

Per quelli che stanno in banchina è uno spettacolo spassosissimo vedere "lanci" che non superano le decine di centimetri...In quei casi, a meno che non ci sia calma piatta di vento, generalmente è tutto da rifare. Addestratevi ed addestrate il vostro equipaggio al lancio, oltre che molto utile è anche esteticamente bello da vedere. Ultimo consiglio, predisponete le cime per poterle passare a doppino (andata e rientro, SENZA VOLTE) otterrete una maggiore sicurezza (doppio carico di rottura e doppia escursione elastica) ed una maggiore semplicità nel disormeggio (basterà sfilare da bordo un terminale). MAI nodi d'arresto sulle cime d’ormeggio!



Il mezzo marinaio (gaffa) pronto all’uso - Tutti devono dare una mano a rassettare la barca