Drizze e scotte

drizzeLe manovre a bordo sono tantissime, quelle di base, sufficienti per poter effettuare i primi bordi e capire il perché ed il come si muove una barca a vela sono due:

DRIZZE: cime che vengono incocciate alla parte della vela che va in alto (angolo di penna), scorrono dentro l’albero e ne escono all’altezza della coperta, dove vengono rinviate ad un verricello per poterle cazzare. Servono ad ISSARE la vela;

SCOTTE: cime di regolazione delle vele in funzione dell’angolo al vento. Si incocciano all’angolo di scotta (l’angolo di mura, nelle vele moderne, triangolari, viene bloccato ad un punto fisso.

Per riconoscere i vari angoli di una vela, anche da piegata, fare attenzione a quanto segue:

SCOTTA: i due lati adiacenti sono “lisci”, cioè senza sistemi per agganciare la vela all’albero o al cavo d’acciaio di prua (STRALLO DI PRUA);

PENNA: ha una tavoletta di alluminio e/o è acuto;

MURA: lo si riconosce per esclusione.

Il lato verso prua di una vela (inferitura) viene solidamente incernierato all'albero (randa o vela maestra) o allo strallo (genoa o fiocchi) tramite diversi sistemi:

RANDA: con dei pattini, cilindrici o rettangolari, che scorrono dentro una canaletta; con un cavetto di diametro appropriato (gratile) cucito sulla vela stessa; con dei carrelli che scorrono su una rotai;

GENOA: con moschettoni apribili (garrocci); con un gratile.

Finalmente possiamo issare le nostre vele. Sempre a motore ci si mette con prua al vento e si cominciano le operazioni : si issa possibilmente prima la randa, ma questo è in funzione di come sono fatte le vele (inferitura) e com’è disposta l’attrezzatura a bordo. Un uomo si dispone all’albero per cazzare la drizza a mano, mentre un altro controlla che il sistema dell’inferitura sia inserito correttamente. In pozzetto (o dove è rinviata la drizza) un terzo uomo è pronto a recuperare l’imbando della drizza. Quello che sta alla scotta controlla che questa sia lasca. All’ordine del comandante si cazza la drizza fino a che l’inferitura va in tensione, a quel punto l’uomo alla scotta comincia a cazzare e a regolare la vela.

Prima di issare il genoa proviamo a fare questa prova:

Da prua al vento accostiamo a dritta di 45° di bussola, la barca comincerà ad "andare" a vela. Ogni persona dell’equipaggio deve provare e MEMORIZZARE la forza che deve imprimere al timone per tenere la barca in rotta e come la stessa si comporta alle correzioni apportate.

Ora rimanendo con un angolo al vento di 45° issiamo il genoa ( lo apriamo se è avvolgibile) con la stessa disposizione e procedure che per la randa, facendo solo attenzione che le scotte devono passare esternamente alle sartie ed allo stralletto.

Ora, cercando di ricordare quali erano le sensazioni di "governo" con la sola randa far notare la differenza con tutte e due le vele a riva:

PIU’ SENSIBILE ALLE CORREZIONI E QUESTE DEVONO ESSERE MENO PRONUNCIATE. CI SI SENTE PIU’ PADRONI DELLA BARCA.