La propulsione velica

prop velicaArrivati in banchina ci possiamo rilassare e fare il punto della situazione. Tanti nomi nuovi, tante manovre, operazioni ed esercizi ci stanno confondendo, ma una cosa su tutto ci manca. Perché una barca si muove con il vento?

Una vela sfrutta lo stesso principio di un’ala d’aereo, ma l’aereo per andare avanti ha un motore, l’aria lo tiene solo su (portanza) e contrasta la forza peso dell’aereo stesso.

In una barca a vela "l'ala" non ha bisogno di contrastare la forza peso perché la portanza agisce parallelamente alla superficie del mare, ed è sempre possibile, per facilitare la comprensione del fenomeno, scomporre la portanza in due vettori (forze):

prop velica 2

Freccia azzurra = portanza
Freccia nera = spinta laterale
Freccia blu = spinta in avanti
Freccia verde = resistenza laterale

A noi interessa la spinta in avanti (quella blu) e per averla massima bisogna ridurre (eliminare del tutto non si può) quella laterale (nera). A questo ci pensa la parte immersa dello scafo, che "resiste" allo scarroccio laterale.

L’avanzamento della barca, "risucchiata" dal vento, sarà allora in funzione di due parametri principali:

LA PORTANZA: sarà maggiore quanto sarà più efficiente la vela e si disporrà tanto più verso la direzione di avanzamento quanto sarà maggiore l’angolo rispetto al vento. FORMA E REGOLAZIONE DELLA VELA

LA RESISTENZA LATERALE: siccome la parte immersa riceve un fluido (l’acqua) con direzione opposta rispetto a quella del vento, si comporterà ne più ne meno come una vela sommersa, perciò valgono gli stessi criteri di efficienza della vela. In talune barche si può regolare anche il profilo della deriva per questo motivo. FORMA DELLA DERIVA E LINEE ACQUA (anche a barca sbandata).

Per la parte immersa possiamo fare poco, se non cercare di mantenere un assetto laterale corretto e di tener pulita la parte immersa (opera viva); mentre per la regolazione delle vele possiamo e dobbiamo fare tanto; una vela regolata bene non solo permette di aumentare la velocità della barca, ma si stressa anche meno e di conseguenza durerà anche per più tempo.

Una precisazione. Le vele quadre, quelle che si usavano nei tempi antichi, lavoravano più per spinta che per portanza e in effetti non riuscivano a “risalire” al vento, cosa che con le vele moderne è possibile, almeno fino ad un certo angolo, variabile da barca a barca, quello che definisce il settore “morto” o di bordeggio.