le vele di prua

triangolo-pruaLe vele armate a prua si distinguono per la loro dimensione rispetto al TRIANGOLO DI PRUA, formato dalla J (distanza dalla base d’albero al punto di mura), dalla I (dalla base d’albero all’attacco dello strallo sull’albero) e dalla FL (lunghezza dello strallo di prua). La vela che ha esattamente queste dimensioni fa da riferimento (100%) e si chiama SOLENT o FIOCCO OLIMPICO. Le vele con superficie velica maggiore al 100% s vengono chiamati GENOA (si sovrappongono alla randa e per questo motivo non possono essere steccati), dal 100 % in giù sono chiamati fiocchi.

Il motivo per cui ci sono diverse vele di prua ed una sola randa è questo : nel ridurre la randa questa non perde la forma perché studiata e confezionata per un range molto ampio di intensità del vento e partendo dalla superficie massima possibile, mentre le vele di prua cambiano di molto la grammatura e la forma a seconda dell’intensità del vento; in sostanza un genoa al 150% è talmente leggero, come tessuto, che si strapperebbe se venisse semplicemente ridotto all’aumentare del vento.​

L’unità di misura usata per distinguere la robustezza del materiale con cui sono confezionate le vele è once al metro quadro Oz/Mq.

avvolgibiliSi sta diffondendo sempre più l’utilizzo di vele di prua avvolgibili. Questo permette di evitare l’issata della vela e contemporaneamente di poter variare la dimensione a seconda delle condizioni del vento in essere. I vantaggi di manovra sono notevoli e per di più non è necessario che qualcuno vada a prua. Il funzionamento è molto semplice : la vela viene inferita ad un estruso che può ruotare su se stesso grazie ad una girella posta in alto e ad un rullo posto in basso. Sul rullo (avvolgitore) viene avvolta una scottina che viene rinviata in pozzetto. Cazzando la scotta del genoa la scottina si avvolge attorno al rullo (si apre la vela), viceversa cazzando la scottina si avvolge il genoa. Essendo un marchingegno meccanico, affinché tutto funzioni correttamente, bisognerà fare attenzione agli attriti, agli scorrimenti delle cime ed alla tensione delle manovre.

Sembrerebbe la soluzione ideale per manovrare in sicurezza ed in tutte le situazioni meteorologiche; chiaramente anche l’avvolgifiocco ha i suoi svantaggi : minor efficienza velica e difficoltà di stringere il vento quando la vela è parecchio avvolta.

In caso di vento molto forte le vele devono essere drasticamente ridotte. E’ sbagliato pensare che in caso di burrasca forte o più convenga usare il solo motore per governare la barca. Ci sono stati innumerevoli casi in cui l’utilizzo delle vele da tempesta hanno permesso all’equipaggio di risolvere situazioni al limite della tragedia.

VELE DA TEMPESTA - DI COLORE FLUORESCENTE

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RANDA DI CAPPA (trysail)

Sostituisce la randa in caso di tempesta. Non utilizza la trozza del boma come punto di mura e le scotte vengono rinviate direttamente a dei punti fissi in coperta ai due lati della poppa.

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TORMENTINA

(storm jib) vela di prua con dimensioni massime del 5% rispetto al triangolo di prua. Deve utilizzare un altro strallo o una calza che si sovrapponga al genoa avvolto.