Uomo in mare

La vera paura di ogni comandante è che qualcuno cada fuori bordo. Se succede d’estate con mare calmo ed una leggera brezzolina probabilmente è stato un atto volontario e non porterà delle conseguenze, ma in tutti gli altri casi è una situazione di estrema emergenza, che richiede prontezza, lucidità ed addestramento.

La discriminante maggiore nel come affrontare la manovra è se si vede cadere oppure no.

NON SI E’ VISTO CADERE

Invertire immediatamente la rotta e ripercorrere esattamente il tracciato fin qui seguito (può essere estremamente utile seguire la rotta segnata sul chart plotter) alla MASSIMA VELOCITA’ (se si è a vela accendere il motore).

Contemporaneamente si dovranno eseguire queste operazioni:

  • Segnare ora, rotta e posizione del momento appena prima dell’inversione;
  • Lanciare il May Day sul canale 16;
  • Disporre delle vedette a prua;
  • Risalire all’orario di quando è stato visto a bordo per l’ultima volta e fare una stima della posizione in cui ci trovavamo in quel momento.

Si procederà, seguendo la rotta inversa, fino al punto stimato in precedenza. Se il risultato è negativo invertire di nuovo la rotta, ma ad una distanza laterale dalla precedente di circa 600 mt dal lato in cui dirige la corrente o il vento (specie se intenso).

MARCARE CON LE BOETTE FUMOGENE I PUNTI DI INVERSIONE DI ROTTA (può essere di grande aiuto ai soccorsi aerei). Ripetere l’operazione fino a quando non interviene un mezzo SAR (search and rescue) che coordinerà il soccorso.

SI VEDE CADERE

Chi lo vede deve urlare "UOMO IN MARE SUL LATO ………..", chi sta al timone deve accostare immediatamente sul lato dov’è caduto il malcapitato per evitargli urti contro lo scafo e mettere in folle se a motore. FERMARE IMMEDIATAMENTE LA BARCA, ogni secondo in più ci allontana dal naufrago e corriamo il rischio di perderlo di vista. la procedura, da questo momento in poi, prevede una serie di azioni da fare contemporaneamente, se questo non è possibile, seguire la traccia qui sotto:

  • Schiacciare il tasto MOB del GPS, sganciare l’asta dell’uomo in mare
  • Disporre una o più vedette che controllino la posizione dell’uomo
  • Lanciare il salvagente anulare con boetta luminosa filando la cima galleggiante
  • Accendere il motore ed ammainare le vele, dirigendo immediatamente verso la posizione

Una semplice raccomandazione: le vele si usano solo in caso non funzioni il motore. Diffidate di chi vuol farvi credere che il recupero dell’uomo in mare si debba fare a vela; gli organismi internazionali, compreso l’ISAF per le regate, prevede obbligatoriamente l'uso del motore.

RECUPERO

In prossimità del naufrago conviene in ogni caso lanciare dispositivi galleggianti (parabordi e cose simili). Per il recupero vero e proprio non esistono delle regole fisse : valutare la situazione in funzione dello stato del mare e della forza del vento per l’avvicinamento; se c’è la possibilità mettere a mare il tender senza indugio (legato) con una o più persone a bordo; predisporre la scaletta bagno, se la poppa ha una plancetta cercare di tirarlo a bordo da lì; nei casi più complessi (uomo privo di sensi, murate della barca alti, mare formato) una soluzione può essere quella di far tuffare il più esperto nuotatore a bordo (legato) con una cima con cui legare il naufrago (passarla sotto le ascelle) e tirarlo su di forza, scegliendo il punto più corretto della barca (sottovento, bordo più basso con parabordi o cose simili per attutire eventuali colpi). Se per via dello stato del mare risulta quasi impossibile procedere, conviene attivare la zattera di salvataggio, farci salire dentro due persone e, a traino, portarla vicino al naufrago. I due dentro la zattera recupereranno l’uomo per poi aspettare di trovare una soluzione per salire a bordo.

L’uomo caduto a mare non dovrà cercare di raggiungere a nuoto la barca, né dovrà spogliarsi. Ma rannicchiarsi e assumere una posizione di minor dispendio di energie. Per maggiori dettagli si rimanda al capitolo dedicato.